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Manovra 2024: La bozza e le prime indiscrezioni.

Lo scorso 16 Ottobre, il CDM guidato dalla premier Meloni ha dato il via libera al disegno di legge di Bilancio per il 2024 e all’annesso Documento di programmatico di bilancio. La manovra, dalla portata di circa 24 miliardi di euro prevede diversi snodi inerenti il mondo delle imprese e delle famiglie italiane.

Di seguito i principali punti della manovra inerenti il mondo delle P.IVA del Lavoro:

Flax tax e Irpef

Quasi metà delle risorse finanziarie della manovra, sono destinate alla riduzione del carico fiscale contributivo, che viene rifinanziato solo per il 2024 con una diminuzione del 7% per i redditi fino a 25 mila euro, 6% per i redditi fino a 35 mila euro).

Viene confermata  per il solo anno 2024 la rimodulazione delle aliquote IRPEF che in particolare vengono ridotte a tre con le relative percentuali:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 35 % per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
  • 43% per i redditi che superano 50.000 euro.

Viene inoltre ampliata, fino alla concorrenza di 8.500 euro la soglia della no tax area per i redditi da lavoro dipendente, uniformandola in tal senso a quella per i redditi da pensione. 

Per i titolari di partita IVA, per il solo periodo d’imposta 2023, che nell’anno precedente non abbiano superato un monte ricavi pari a 170 mila euro, viene data la possobilità di differire e rateizzare il II Acconto IRPEF originariamente in scadenza il Pv 30 Novembre. Il versamento potrà essere effettuato effettuano entro il 16 gennaio dell’anno successivo in unica soluzione, oppure in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio, aventi scadenza il giorno 16 di ciascun mese.

Viene invece introdotto un aumento della tassazione sugli affitti brevi o turistici, la cui l’aliquota (In cedolare secca) passa dal 21% al 26%.

Lavoro

Vengono introdotte specifiche misura inerenti il mondo del lavoro ed incentivi all’occupazione. In particolare, v’è l’introduzione di una deduzione maggiorata sul costo del lavoro, con la possibilità per le imprese di dedurre il 20% in piu’ del costo per il personale assunto a tempo indeterminato per arrivare fino al 30% per chi assume mamme, under 30, percettori del reddito di cittadinanza e persone con invalidità.

In riferimento al welfare aziendale i i fringe benefit vengono portarti strutturalmente a 2.000 euro per i lavoratori con figli e 1.000 euro per gli altri lavoratori.

Viene confermata la decontribuzione per chi assume nel Mezzogiorno, nelle zone economiche speciali, come previsto nel decreto Sud.

Novità riguarda inoltre una decontribuzione, fino ad un massimo di 3.000 euro, per le madri con almeno due figli fino ai 10 anni del più piccolo se i figli sono due, 18 se sono tre.

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